Elezioni Regionali Molise: Toma Presidente, centrodestra sconfigge M5S

È sempre tempo di elezioni. Mentre attendiamo invano la formazione del nuovo Governo, nella giornata di ieri i cittadini del Molise sono stati chiamati ad esprimere il proprio voto in merito alle elezioni regionali 2018.

Il responso è parso chiaro già in serata: Donato Toma, candidato del centrodestra, è il nuovo Presidente della Regione Molise.

I NUMERI. Si aggiudica la presidenza della Regione, con il 43,5% delle preferenze, il forzista Donato Toma. Alle spalle, con quasi diecimila voti di distacco, Andrea Greco (M5S), si è fermato al 38,5%.
La coalizione di centrosinistra, che aveva governato il Molise dal 2013 al 2018 nella figura del Presidente uscente Paolo Di Laura Frattura, vede il proprio candidato, Carlo Veneziale, al terzo posto con un misero 17,1%. In ultima posizione Agostino Di Giacomo (CasaPound) raccoglie poco più di 700 voti, attestandosi allo 0,4%.

TRACOLLO CENTROSINISTRA. Appare subito chiaro che, a distanza di cinque anni, le preferenze dei molisani siano cambiate drasticamente. La variazione più importante si registra nel fallimentare dato della lista di centrosinistra, che passa dal 44,7% del 2013 al 17,1% di ieri.
Molteplici le cause. Il toto-candidato, di suo, aveva creato un po’ di confusione: dapprima l’annuncio del Presidente uscente che decide di non correre nuovamente per la carica rivestita nel quinquennio precedente, in un secondo momento il rifiuto di Antonio Di Pietro, che preferisce non essere il candidato del centro sinistra per queste elezioni regionali. Infine, la scelta dell’assessore allo sviluppo economico uscente, Carlo Veneziale.
Il Partito Democratico continua a perdere terreno: nel 2013 (ma anche alle elezioni politiche) era arrivato al 15%, nella giornata di ieri non è riuscito a superare il 9%.

LA VITTORIA DEL CENTRODESTRA. Non era scontato, tuttavia è successo. Il centrodestra unito è riuscito ad abbattere la corazzata 5 Stelle e ad aggiudicarsi la Presidenza della regione.
Tra i fattori che certamente possono aver influenzato l’opinione di voto dei cittadini molisani, probabilmente, ci sono i risultati delle elezioni politiche di poche settimane fa.
Ma, a detta dei 5 Stelle, la coalizione di centrodestra dovrebbe le proprie fortune alla costituzione della stessa. A sostenere Donato Toma, infatti, c’erano ben nove liste: Forza Italia, Orgoglio Molise, Lega Salvini Molise, Popolari per l’Italia, Unione di Centro, Fratelli d’Italia, Iorio per il Molise, Movimento Nazionale per la Sovranità, Il Popolo della Famiglia.
La variazione, in questo caso, è più che positiva: nel 2013 la stessa coalizione (con liste diverse all’interno, ovviamente) era riuscita a compattarsi sul nome del candidato Iorio totalizzando il 25,8% delle preferenze. Ben 18 punti percentuali guadagnati in soli cinque anni.

BEFFA 5 STELLE. Ci erano andati vicinissimi in Sicilia, credevano fosse la volta buona in Molise: il responso, però, dice che il M5S ad oggi non governa nemmeno una regione.
All’indomani delle elezioni politiche ci si aspettava una sostanziale conferma degli equilibri. Il candidato Andrea Greco, però,  non è riuscito a bissare il successo nazionale: soltanto il 4 marzo scorso i pentastellati si erano attestati al 44,8%.
Così come per il tracollo del PD, anche quello del M5S ha delle ragioni: il profilo non troppo entusiasmante del candidato Presidente, la pancia piena post-elezioni politiche, e l’ondata di spavalderia che ne è conseguita tra le maggiori cause. La consapevolezza di aver già vinto, probabilmente, ha generato effetti disastrosi sui pentastellati.

I SEGGI. Adesso la nuova ripartizione del Consiglio regionale del Molise (composto da 20 membri più il Presidente della Giunta Regionale) recita: 12 seggi Cdx, 5 seggi M5S, 3 seggi Csx. Variazione positiva per i primi due gruppi, rispettivamente 7 e 3 seggi in più, disastrosa per il centro sinistra che si ritrova 10 seggi in meno.
La ripartizione dei seggi, per altro, è cambiata nell’ambito dell’approvazione della nuova legge elettorale regionale avvenuta pochi mesi fa: in virtù della stessa, la coalizione collegata al Presidente eletto ha diritto a 12 (ma non più di 14) seggi.

LE REAZIONI. La prima reazione, pervenuta ieri notte, è quella di Veneziale: amareggiato per la sconfitta, si è detto molto fiducioso per l’unità che sta ritrovando il Partito Democratico.
Il M5S, invece, esprime la propria posizione commentando: “Siamo fieri di questa campagna elettorale e della fiducia che ci hanno dato i molisani. Con una sola lista contro nove e con 20 candidati contro 180 abbiamo tenuto testa al centrodestra. Il M5S si conferma la prima forza politica della Regione in maniera netta”.
Nel centrodestra, invece, reazioni di giubilo: sia Salvini che la Meloni, oltre a segnalare il trend positivo della propria lista, hanno invitato Mattarella a tener conto della “volontà degli elettori”, e a velocizzare le operazioni.

ASTENSIONISMO. Passano gli anni. Passano le politiche. Passano le regionali. Passano le amministrative. Passano anche le elezioni del condominio. A non passare mai, e a vincere sempre, invece, è l’astensionismo: soltanto il 52% dei molisani ha espresso al propria preferenza in merito alle elezioni regionali. A far crollare il dato che solo il 4 marzo era del 72% ha contribuito, in parte, anche la non possibilità di votare dall’estero.

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