ESCLUSIVA ATLAS: Intervista al Senatore Stefano Vaccari: “La politica penalizzi l’uso delle auto, e premi i comportamenti virtuosi: bicicletta, treno, trasporto pubblico”

Il Senatore Stefano Vaccari, del Partito Democratico, si concede ai microfoni di Atlas in occasione della sua visita a Forlì per la conferenza del gruppo Forlivesi per Orlando dal titolo Green e Blue Economy. Sivluppo sostenibile. Montagna, svoltasi lo scorso 20 aprile.

Vaccari, classe 1967, già sindaco di Nonantola (MO), è in Senato dal 2013, dove è membro della XIII Commissione Permanente, Territorio, Ambiente e Temi Ambientali, nonché membro della Commissione d’Inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.

Esempio di politica austera ed efficiente, senza troppi proclami e visibilità mediatica Vaccari ha un indice di produttività parlamentare di 371,7 punti, che lo colloca al 43esimo posto tra tutti i suoi colleghi di Palazzo Madama. Con una percentuale di presenze pari al 94,64%, si segnala come uno dei senatori più impegnati e solerti nel loro incarico elettivo.

Lo intervisto fuori dal Foro Boario di Forlì, al termine della conferenza della quale era il principale relatore.

Senatore Vaccari, parliamo del suo progetto #CollegatoAmbiente. Uno dei problemi per cui Lei si sta battendo è quello della mobilità sostenibile. Vorrebbe parlarcene?

Per la prima volta, è stata indicata la definizione di Piano nazionale per la mobilità sostenibile, mettendo a disposizione alcune decine di milioni di Euro per i progetti che i Comuni presenteranno. Il bando è già stato fatto, sono in fase di esame tutte le domande per consentire l’inversione di tendenza, soprattutto nelle grandi città, del modo con il quale la gente si muove nel casa-lavoro e nel casa-scuola.

L’Italia è il paese europeo col più alto tasso di motorizzazione privata pro capite (61 ogni 100 abitanti, a fronte di una media europea di 46). La mentalità della popolazione è ancora quella del boom: 1 persona, 1 auto. Cosa può fare la politica per invertire questo trend?

La politica può indirizzare i comportamenti dei singoli cittadini attraverso degli incentivi che penalizzino l’uso delle auto, realizzando anche una diversa organizzazione delle città, e premino i comportamenti virtuosi, l’uso della bici, del treno, del trasporto pubblico, attraverso vari sistemi che tante città hanno già sperimentato e che consentono di spostare dal traffico su gomma singolo delle auto al traffico collettivo e non impattante.

Lei è anche primo firmatario del DDL S. 1451, “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica”. Quale è la novità di una simile rete?

La novità sta nel fatto che non si capisce perché questo Paese debba avere un Piano nazionale di trasporti e dentro questo piano nazionale non ci possa stare il piano della mobilità ciclistica. Il che significa individuare le priorità dentro questo piano per le infrastrutture che consentano di spostare sulla rete ciclistica il maggior numero di cittadini possibile, sia per ragioni turistiche, al fine di promuovere un turismo sostenibile, sia per stimolare una serie di piste ciclabili in grado di favorire un cambiamento culturale. La legge non solo dà una struttura alla rete nazionale, ma ci investe dei soldi per la realizzazione e per la sua sostenibilità.

Parliamo di green economy: nel Suo sito, si può leggere un riferimento al progetto “Made Green in Italy”: di cosa si tratta?

E’ una certificazione volontaria, prima obbligatoria ma troppo farraginosa, che consente alle imprese di affiancare ad altri marchi che hanno già riconoscimenti europei un riconoscimento italiano di sostenibilità. E’ una scelta volontaria, semplice e codificata, ma di valore.

Lei è a Forlì per sostenere la candidatura di Andrea Orlando a segretario del PD. Quale è l’importanza dell’ambiente e dell’ecosostenibilità nel PD di Orlando?

Ha un’importanza prioritaria, perché il ruolo accumulato da Andrea Orlando come Ministro dell’Ambiente e della Giustizia gli permette di incarnare quell’autorevolezza in grado di far diventare la scelta ambientale non solo un’idea, ma un fatto compiuto. Come Ministro dell’Ambiente, Orlando ha fatto nascere la legge sugli ecoreati e sul caporalato; lo stesso Collegato Ambiente è nato in quel periodo, così come il progetto Italia Sicura, che si occupa all’interno di Palazzo Chigi della lotta al dissesto idrogeologico e ai rischi cui il nostro paese è sottoposto. Orlando farà sicuramente di questo tema una priorità per il Partito e per il Paese.



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