Europa e America Latina: populismi a confronto

Gli ultimi anni hanno visto affermarsi in Europa movimenti e partiti di stampo populista, i quali hanno subito sicuramente un’accelerazione con l’elezione di Trump alla Casa Bianca ed un arresto-forse- con la vittoria di Macron in Francia.

Al contempo, dall’altro lato dell’emisfero, vi è una terra intrisa di populismo fin dalla sua entrata all’interno degli scenari internazionali ma la cui storia è legata a doppio filo con la tradizione organica e il retaggio antico: l’America Latina.

Mi è capitato in questi giorni di riflettere sulle analogie e sulle peculiarità dei populismi in queste due aree del mondo ed ho provato a tracciarne una sorta di mappa che segua una specifica tabella di marcia.

Innanzi tutto, cosa s’intende per populismo? La definizione non è certo una definizione univoca e di facile interpretazione. Per populismo, infatti, s’intende “l’atteggiamento o movimento politico volto ad esaltare i valori e il ruolo del popolo”. In questo sembra avere un’accezione quasi democratica. E’ infatti il popolo l’attore politico a cui fa riferimento il populismo, e la democraticità della definizione sta nel fatto che le democrazie moderne sono legittimate dalla sovranità popolare. Ma non è proprio cosi.

La seconda domanda che dobbiamo porci è: a quale idea di popolo fa riferimento il populismo? Nel corso della storia con lo sviluppo e l’affermazione  delle democrazie liberali, il popolo di riferimento è solitamente il popolo del patto costituzionale, ovvero quel popolo che si affida alla Costituzione la quale attraverso i principi liberali di pluralismo politico ne garantisce i diritti e le libertà. Ma il populismo si appella ad un altro tipo di popolo. Ad un popolo inteso come comunità organica ed olistica avente una propria identità. Provo a spiegarmi meglio, il popolo di riferimento del populismo è un popolo di tipo spirituale e morale. Non è il popolo formato dagli individui che sottoscrivono razionalmente il patto costituzionale, ma è un popolo eterno che condivide valori pre-politici e per questo viene prima della costituzione. Il populismo si appella ad un popolo eterno che ha una propria identità definita non dal patto costituzionale ma dalla storia.

La terza ed ultima domanda che dobbiamo porci per iniziare la nostra road map è: quando attecchisce il populismo? Il populismo attecchisce quando si ha una crisi di disgregazione. E’ questo ciò che è accaduto all’interno delle società latinoamericane, ma lo si può dire ugualmente anche se per motivazioni differenti per le società europee. Siamo in un’epoca in cui le trasformazioni sociali dovute all’avvento della modernità sono all’ordine del giorno. Dal punto di vita identitario la modernità è continua scomposizione e ricomposizione di identità e ciò comporta un appello da parte del popolo ad una maggiore coesione, ad una protezione, ad una identità definita. E’ questo ciò che il populismo fa: genera una domanda, per reazione a realtà segmentate, al fine di garantire protezione, coesione ed unità.

Ma analizziamo i due casi nello specifico. Nel caso europeo, l’ondata populista si è espansa attraverso partiti che, pur avendo delle differenze sostanziali, sono accomunati dal rifiuto delle élite politiche tradizionali, dalla volontà e dalla promessa di scardinare il sistema politico attuale proponendosi come unico interlocutore ideale per un cambiamento radicale del paese in cui essi sono attivi.

Il populismo europeo si configura attraverso partiti e movimenti anti-establishment, anti-austerità, euroscettici, nazionalisti e apertamente schierati contro l’immigrazione e la diffusione dell’Islam. Sono i casi del Front National in Francia, dell’Ukip in Gran Bretagna, dell’Fpo in Austria e della Lega Nord in Italia.

Nel caso latinoamericano la questione è totalmente differente. Il populismo, in America Latina, si è sviluppato come un concetto storico. Da sempre legata a doppio filo con l’Occidente, l’America Latina ha mantenuto il retaggio antico corporativo e cattolico che nell’Europa andava man mano erodendosi. In America Latina, dalla sua indipendenza fino ad oggi, a dare legittimità all’ordine politico vi è stato il popolo. Da sempre terra di disgregazioni sociali con società variamente segmentate, il populismo ha attecchito in America Latina tanto da diventare regime.

L’idea di fondo è la rigenerazione, la restaurazione cioè di un ordine antico che l’avvento della democrazia liberale con il suo pluralismo politico aveva eroso. E’ il caso del Peronismo in Argentina, o se guardiamo a regimi politici più recenti, al Venezuela prima con Chavez e successivamente con Maduro, o alla Bolivia di Morales o perché no al Perù di Fujimori.

Insomma, sia nell’emisfero europeo che nell’emisfero latinoamericano il populismo sembra essere un fenomeno quanto più radicato, tanto nella sua evoluzione storica quanto nei valori di cui esso si fa portatore e che stanno diventando parte integrante di società sempre più segmentate e poco fiduciose dell’ordine politico esistente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *