+Europa: Emma Bonino e l’europeismo federale al giorno d’oggi // +Europa: Emma Bonino and the federalist pro-European movements of our times

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Nelle ultime settimane, la mia attenzione è stata catturata ogni giorno di più dalla nuova veste in cui si è riaffacciata alla politica Emma Bonino, che ha presentato la sua creatura di centro-sinistra +Europa: una creatura diversa nello scenario italiano, che ha dato speranza agli europeisti, (della cui schiera faccio orgogliosamente parte) sempre più stanchi delle falsità delle dichiarazioni anti-Bruxelles dei nazionalisti, così come dell’immobilità dei partiti di sistema.

Più Europa è il nuovo attore politico apparso sulla scena italiana solo novembre scorso: militano all’interno del nuovo partito, guidato come detto da Emma Bonino, facce più o meno note agli elettori italiani, come il leader radicale Riccardo Magi e l’attuale Sottosegretario di Stato agli Affari esteri, Benedetto Della Vedova.

La proposta di +Europa è chiara: per affrontare le complesse questioni dei nostri tempi non basta una retorica populista, ma è necessario creare un’Italia più europea, che sia capace di partecipare attivamente alla creazione di una Europa più solida, unita, sana. Secondo il progetto di Bonino e compagni, tutto questo deve essere fatto al più presto, perché solo questa Europa può risolvere la crisi migratoria, l’instabilità finanziaria dei nostri tempi e liberare le energie vitali di un continente ormai intrappolato nelle ragnatele, da lui stesso tessute, di un funzionamento vecchio, precario e senza futuro. Il movimento pensa in poche parole che la soluzione ai dilemmi del nostro tempo non sia meno Europa, come affermano, o meglio, gridano, i populisti di tutto il continente, da Salvini a Di Maio, da Farage a Orban. Ciò che propone la Bonino è invece più Europa, in un mondo ormai globalizzato ed interconnesso, soluzioni frammentate possono essere al massimo positive nel breve termine, ma non potranno mai creare equilibrio, stabilità e crescita nel lungo periodo. L’antidoto ai problemi europei non può essere, secondo + Europa, un altro veleno, fatto di odio, di disuguaglianza, di nazionalismi, ma solo una cooperazione più ampia, più profonda, che rinvigorisca e dia nuova energia a un corpo che, per quanto al momento molto debole, deve diventare il medico curante dei suoi stessi mali. Ma non può farlo da solo: l’Europa ha bisogno dei suoi cittadini, ha bisogno di una loro presa di coscienza e di una loro mobilitazione per creare nuove prospettive per il futuro ed il presente.

In breve, il programma di +Europa è essenzialmente quello di un partito progressista ed europeista, che porta per la prima volta sulla scena politica italiana un genuino federalismo europeo, utilizzando apertamente l’etichetta Stati Uniti d’Europa, come direzione finale del suo progetto. Questo è totalmente innovativo per la politica italiana: argomentazioni simili, fino a questo momento, erano solamente portate avanti dal Movimento Federalista Europeo, che però non rientra nelle fila di quelli che possiamo descrivere come movimenti politici classici. Il video di presentazione di +Europa è quindi stato, per me come per tutti coloro che si ritengono vicini all’europeismo, un tuffo al cuore: per la prima volta qualcuno ha riesumato, sullo scenario politico odierno, quelle parole usate da Altiero Spinelli ormai più di mezzo secolo fa, che sembrano al giorno d’oggi tanto più necessarie e attuali.

Nonostante, quindi, la meta del movimento sia molto chiara, lo sono un po’ meno gli obiettivi di breve-medio periodo. Quello che, per ora, manca a +Europa, è un programma politico vero e proprio, omnicomprensivo, che spieghi all’elettore ciò che il partito vorrebbe fare partecipando alla nuova legislatura. Come fa notare Carlo Troilo in un suo articolo su Huffingtonpost (http://www.huffingtonpost.it/carlo-troilo/non-basta-dire-europa-e-bonino-per-fare-un-programma_a_23329458 ), non è sufficiente, come affermano alcuni leader di +Europa, il nome di Emma Bonino per garantire un progetto politico sano e funzionante. Servono concetti e spiegazioni, specialmente in questo momento storico, in cui la politica è spesso guidata dalla pancia dell’elettorato, vista l’assenza quasi totale di ideali per cui lottare o di cultura politica sufficiente in gran parte dell’elettorato. Non biasimatemi per le ultime parole che ho scritto, perché l’ho fatto soffrendo. Soffro nello scrivere di un elettorato spesso ignorante, che non conosce i primi articoli della Costituzione, la differenza tra potere esecutivo e legislativo, che non sa dove e come l’Unione Europea può agire. Soffro nel vedere elettori condividere fake news sui social network sbraitando contro l’establishment. Soffro nel riconoscere che ha più appeal sull’elettorato uno come Salvini, con le sue falsità, con i suoi incitamenti all’odio, che uno come Romano Prodi, che riesce sempre ad andare dritto al punto, che non perde mai la sua calma, il suo entusiasmo.

Tornando alla proposta di +Europa, quindi, la mia preoccupazione più grande è che un attore come questo non possa essere compreso a pieno dall’elettorato: quindi una delle sue priorità deve essere proprio trovare un modo di rendersi accessibile all’elettorato stesso. Perché anche se talvolta la cittadinanza è ignorante, del senso che non conosce, questo non significa che sia composta da persone che non vogliano conoscere. Un buon partito politico deve saper convogliare la curiosità degli elettori ed essere pronto a spiegare a questi elettori la direzione che va presa insieme, deve lavorare per essi ed esserne rappresentante: questo è il mio consiglio e la mia speranza per il neonato movimento politico di +Europa.

Un’importante presa di posizione è quella che è stata presa da +Europa accettando il sostegno di Bruno Tabacci, ex democristiano leader del Centro Democratico: legando il proprio simbolo a quello del partito di centro, il movimento di Emma Bonino infatti risolve la delicata questione della necessità di raccogliere 25mila firme in una settimana, come previsto da una clausola della nuova legge elettorale per i partiti che non hanno legami con nessuna lista della legislatura uscente. La nuova lista +Europa-Centro Democratico è quindi una creatura che è riuscita a trovare un compromesso tra anime molto diverse, quella radicale e quella democristiana. Non nascondo che questa alleanza, specialmente all’inizio, mi ha fatto un po’ storcere il naso, così come, probabilmente, è successo a tutta la parte più progressista che aveva guardato con curiosità la nuova creatura radicale-europeista. Nonostante ciò, già da tempo Tabacci ha mostrato sensibilità a temi civili come, ad esempio, il matrimonio tra coppie omosessuali: inoltre, fratture su temi civili, perno delle lotte dei radicali, sono spesso ugualmente presenti all’interno dello stesso Partito Democratico, non invalidandone la proposta politica.

L’alleanza con il Partito Democratico è l’ultimo punto critico che la lista Tabacci-Bonino deve affrontare. Il PD si configura infatti come il partner ideale per il neonato movimento: condivide, infatti, l’attenzione per l’Europa, così come per i temi sociali e civili che sono il cardine della proposta della nuova lista. La Bonino si è detta aperta ad una alleanza con il PD, ribadendo con forza che gli avversari sono altrove. Ma dovrà probabilmente ricordare a Renzi quanto sia fondamentale la sua alleanza, per non allontanare definitivamente gli elettori stanchi del leader democratico da questa formazione politica.

[English version]

During the last weeks, my attention has been attracted by the new lease given by Emma Bonino to her political party, which had been historically a Radical movement, converted in a new pro-European creature: +Europa is totally innovative in the Italian scenario, and tries to give new hopes to pro-European citizens of Italy (of which I proudly belong), who are day after day more tired both of the falsity of the nationalists’ anti-Brussels declaration and of the pro-system party immobility.

+Europa is a new political actor that appeared on the Italian scene only last November: militants of the new party, guided, as already said, by Emma Bonino, are well-known faces to Italian electors, as the Radical leader Riccardo Magi and the current undersecretary at the Ministry of Foreign Affairs, Benedetto Della Vedova.

+Europe political proposal is clear: to face the complexity of our times, populist rhetoric is not enough, but it is necessary to create a more European-involved Italy, which is able to participate actively to the creation of a more solid, united and healthy Europe. In the project of Bonino everything should be done as quickly as possible, because only Europe can find a solution to the migration crisis, to the financial instability of our times and release the vital energies of a continent trapped in a self-weaved web, made of an old and precarious functioning with no future. What Emma Bonino proposes is more Europe, because in a globalized and interconnected world, segmented solutions can be only positive in the short term, but cannot create equilibrium, stability and growth in the long run. The antidote to European problems cannot be, in +Europa view, another poison, which is made of hate, inequalities and nationalisms, but only a deeper and enlarged cooperation, which gives new lifeblood and energy to a body which, even if quite weak for now, must become the doctor of its own sicknesses. What it sure is that this body cannot cure itself alone: Europe needs its citizens, it needs their awareness and their mobilization to create new perspective for the present and the future.

In brief, the +Europe electoral program is essentially the one of a pro-European progressive party, which brings for the first time on the Italian political arena a genuine European federalism, using openly the label “United States of Europe” as the final destination of its project. This is totally new for Italian politics: until now, similar argumentations have only been supported by the Italian branch of the European Federalist Movement, which is not a political movement in traditional terms. Therefore, the +Europa video-presentation created, for me as for most of the pro-Europeans in Italy, a sensation of a heart skipping: for the first time someone re-used that label, created by the Italian federalist Altiero Spinelli more than half a century ago, which seems now even more necessary and contemporary.

Even if the final goal of the movement is clear, the short-term objectives of the party are less evident. What +Europa lacks, for now, is a real electoral program, an omni comprehensive one, which can help the voter in the understanding of what the party wants to do in a potential participation in the new legislature. As Carlo Troilo noticed in its article for Huffingtonpost Italy, it is not enough, as some leaders or supporters of +Europa says, to have the name of Emma Bonino as a guarantee of a genuine and working political project. The electors need concepts and explanations, especially in this moment, when politics is often guided by “the appeal to the belly of the electorate”: this is the expression we use in Italy to define a political rhetoric made of false promises and lack of concreteness, tailored only in gaining the electorate support. This is a pressing issue right now, as the quasi-total absence of ideals to fight for and the lack of a sufficient political culture to understand the tricks of the politicians’ words, made the electorate totally incapable of making rational choices.

Don’t blame me for the last words I wrote, because I did it with a bit of suffering. It hurts me to write of an electorate that ignores the first articles of the Italian Constitution, which does not understand the difference between executive and legislative powers, which does not know where and how the European Union can act. It hurts me to see the electorate sharing fake news on the social networks, shouting against the establishment with no basic knowledge about it. It hurts me to acknowledge that a politician like Salvini, with its political strategy of blame and shame, is more appealing to the public than one like Romano Prodi, who speaks straight to the point, with no games, and without losing his calmness and enthusiasm.

Back to +Europa, what makes me worried right now is that an actor like it cannot be fully understood by the electorate: therefore, one of its priorities right now should be to find a way to be more accessible to the general public. Because even if sometimes the citizenship is ignorant, it should not be blamed for that, and it does not mean that this citizenship does not want to learn. A good political party should know how to convey the curiosity of the electorate, should be ready to speak to the voters on the directions that should be taken together and to work for the electorate will and interests: this is my advice and my hope for the new-born political movement of +Europa.

A critical position is the one taken by +Europa accepting the support of Bruno Tabacci, ex member of the Christian-democratic Party (DC) and now leader of Centro Democratico: linking its symbol to the one of a moderate party, the Bonino’s movement resolve, from one hand, the delicate issue of the necessity to get 25 000 signatures in order to participate at the general elections of March, as stated by a clause of the new electoral law for those parties which do not have links with parties which have sat previously in the Parliament.

The new list +Europa-Centro Democratico is a creature which found a compromise between two opposed souls, the radical and the Christian-democrat ones. I will not hide that this alliance at the beginning made me very nervous and upset, as it probably happened to all the progressists who were looking with curiosity at the new radical- pro European creature. Nevertheless, since some time Tabacci showed sensitiveness to civil right issues, such as the marriage for same-sex couples: moreover, many fractures on civil rights, basis of the politics of the Radical Party, are still present also within the Democratic Party, not making its political program less supported or valid for many.

The alliance with the Partito Democratico is the last critical issue which Bonino should face. The PD is the ideal partner for the new-born movement: indeed, they share the attention for European issues, as well as for social and civil subjects which have always been the basis of the political proposal of Bonino. +Europa is ready for an alliance with the Democratic Party, saying with strength that the enemies of the progressive movements are others. But probably Bonino should remind Renzi how much her alliance is important, in order to not lose definitively the support of those electors who are tired of the policy-making of the democratic leader and of his rhetoric and attitude.

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