I limiti della prostituzione

La legalizzazione della prostituzione è un argomento che viene discusso continuamente, non solo tra i politici italiani ma anche Europei.

In quali paesi la prostituzione è legale? e come è regolamentata? Ci sono dei limiti e mancano delle risposte alle domande. Ecco tutto quello che bisogna sapere.

La prostituzione in Europa

Dal 1958 in Italia sono state eliminate le case chiuse alimentando un dibattito continuo tra chi le vorrebbe nuovamente e chi no. La prostituzione esiste sin dai tempi remoti, sviluppate in varie forme e in vari ambiti, resa poi illegale in alcuni Paesi seppur permettendo alcune azioni che potrebbero rappresentare una sua variante.

In Europa ci sono diversi modelli a seconda del Paese di riferimento:

  • Proibizionista che punisce la prostituta con pene detentive e pecuniare, nonché il cliente che usufruisce del servizio. Questo modello è seguito dai Paesi dell’Est Europa tra cui Russia – Montenegro – Serbia – Ucraina – Croazia.
  • Il modello Proibizionista ha subito una variante con il modello svedese nel 1999 poi adottato anche in Norvegia nel 2009, con la punizione per il cliente finale.
  • Abolizionista che non punisce la prostituzione e le prestazioni in cambio di denaro, ma non le regolamenta. La punizione verte su alcune condotte che sono considerate collaterali come lo sfruttamento – indirizzamento – reclutamento e favoreggiamento. Un modello che viene seguito dalla maggior parte dei Paesi Europei come Italia – Belgio – Lussemburgo – Spagna – Romania – Irlanda – Francia – Portogallo.
  • Regolamentista che legalizza e regolamenta la prostituzione che avviene in modalità differenti. Ad esempio la prostituzione in Grecia è considerata una cosa legale perché si segue proprio questo concetto insieme ad altri sei Paesi facenti parte dell’Unione Europea. La mission è quella di avere un luogo dove poter gestire l’attività con il pagamento delle tasse adeguandosi alle leggi e restrizioni. Sono obbligatori i controlli sanitari e la prevenzione per il contrasto alle malattie.

Le case chiuse in Olanda sono legali e le lavoratrici pagano le loro tasse regolarmente, contribuendo all’economia del Paese. La prostituzione in Olanda è quindi regolamentata, controllata e sicura. Ma in Italia invece come funziona?

La prostituzione in Italia

La prostituzione in Italia non è legale. Lo era sino a quando non state abolite le case chiuse nel 1958. Poi un passo indietro per combattere lo sfruttamento delle donne (e degli uomini) a svolgere una professione pericolosa e “indegna”. Purtroppo però chiudendo questa attività, la stessa negli anni è sempre stata svolta per la strada oppure adottando un sistema differente.

Le e gli escort infatti sono degli accompagnatori/accompagnatrici di bell’aspetto e di alta cultura. Vengono affittati ad ore e la prestazione sessuale è un plus che deve essere richiesto come opzione aggiuntiva dietro pagamento.

Il sistema attuale giuridico riconosce l’induzione e lo sfruttamento. Gestire un sito di annunci di escort è legale anche se non si deve entrare nel merito della ricerca e del lavoro che viene svolto con il cliente finale.

Gli operatori/operatrici che lavorano come sex worker online possono operare senza “turbare l’ordine pubblico” a patto che versino oneri per la previdenza sociale – fisco e sanità con attenzione alla privacy dei loro clienti. Non solo, devono presentare regolare certificato sanitario idoneo. Sembra una contraddizione su tutto il sistema, con aggiunta di totale caos sull’argomento.