Notre Dame è molto più di un simbolo cristiano

Notre-Dame sorge al centro di un’isola, l’Île de la Cité, nel cuore di Parigi, che a sua volta si trova all’interno dell’Île-de-France, nella Francia del centro nord. In questo luogo concentrico convergono tutte le strade di Francia, un po’ come quelle d’Europa paiono convergere a Roma. Notre-Dame è anche stratificazione storica, architettonica e culturale.
Tuttavia, nei momenti che hanno seguito l’incendio del 15 aprile, molti si sono precipitati a rivendicarne le radici cristiane. Legittimamente, si tratta pur sempre di una cattedrale. È così che hanno fatto il giro del mondo le immagini dei fedeli in preghiera fuori da Notre-Dame e si è parlato di attacco al cuore cristiano dell’Europa e della Francia. In alcuni casi omettendo l’incredibile lavoro di raffreddamento e contenimento svolto dai pompieri di Parigi o, peggio, criticandolo.

Si è dimenticato, spesso, che l’incendio pare avere natura colposa. Certo, è anche vero che Notre-Dame venne costruita per unificare il popolo francese sotto la stirpe capetingia e sotto un’unica religione. Tuttavia, a distanza di trecento anni, l’impronta laica fortemente cara alla repubblica francese, proprietaria di beni culturali come questo, è nota a tutti.

È corretto, dunque, rivendicare Notre-Dame come un simbolo prettamente cristiano? Atlas – il blog, oggi, prova a rispondere a questo complicato quesito.

Archittetura

Insieme alla Saint Chapelle, eretta poco distante da Luigi di Francia, la cattedrale di Notre-Dame rappresenta il più mirabile esempio di gotico francese. Anche qui la componenete religiosa non manca. Il gotico, infatti, con le sue altezzze vertiginose, rappresenta un tentativo di slancio verso Dio e verso l’ignoto. Le pareti sottili dell’edificio sembrano ora, purtroppo, destabilizzate dalla mancanza della copertura lignea (nota agli architetti come la Foresta). Tuttavia Notre-Dame, specie nei rosoni e nei massicci torrioni della facciata, contiene elementi che rimandano allo stile romanico. Si tratta, dunque, di un esempio molto prezioso di contaminazione tra più correnti architettoniche.

Turismo

Ogni anno circa 12 milioni di turisti, di qualsiasi credo religioso e nazionalità, visita la cattedrale di Notre-Dame. Il flusso economico che portano con sé è enorme e, spesso, fonte di sostentamento per i parigini. Parigi, infatti, è la seconda città europea più visitata al mondo. La ricostruzione, al cui scopo sono già giunte le prime donazioni, deve passare, evidentemente anche da questo fattore prettamente capitalistico. Ma ora che la ricostruzione sembra essere già in mano a donatori privati e multimilionari, cosa cambierà?

Storia

Se è vero che l’incendio è stato causato da un corto circuito dovuto ai lavori di restauro, c’è dell’ironia tragica. Con qualche notevole ritocco avvenuto nel corso dell’800 Notre-Dame, infatti, sembrava essere sopravvissuta alle guerre di religione del ‘500, alla Rivoluzione Francese, a Napoleone (che a Notre-Dame fu consacrato imperatore), all’invasione tedesca (con Hitler che voleva distruggerla) e ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il valore storico che la cattedrale ha avuto nel corso dei secoli è troppo grande per impedire agli storici, oggi, di piangerne la distruzione.

Arte

Nel 1830 Victor Hugo pubblicò Notre-DameLa cattedrale, all’epoca, pareva essere sull’orlo della rovina e con l’epopea romanzesca di Hugo il popolo parigino riacquistò interesse per questo monumento. Partì da questi spunti l’idea di restaurarla e sistemarla, affidando il progetto a Eugene Viollet-Le-Duc, la cui guglia è quella effettivamente andata distrutta nell’incendio del 2019. La favola tragica di Esmeralda e Quasimodo, però, non si è fermata tra le mura della cattedrale e le pagine di Hugo: è stata ripresa dalla Disney, nel 1995,  ne il Gobbo di Notre-Dame ed è tuttora viva nel musical, curato di Riccardo Cocciante, Notre-Dame. Le prime miniature e rappresentazioni dell’edificio, invece, sono databili alla metà del XV secolo, nel codice miniato di Ètienne Chevaliér, il cosiddetto Libro d’oro. Per non parlare della ricchezza di statue, vetrate, bassorilievi e opere che fanno parte del complesso monumento. Anche qui si parla di contaminazione, fattore che fa di Notre-Dame un indubbia opera d’arte, al di là di ogni simbolismo.

La nostra domanda dunque permane: di chi è la cattedrale di Notre-Dame?

Forse la risposta vera la fornisce L’UNESCO, agenzia ONU che si occupa della conservazione dei beni culturali del pianeta. Nel 1991 ha proclamato Notre-Dame patrimonio UNESCO dell’umanità. La cattedrale di Notre-Dame non è solo degli architetti, degli storici, degli artisti o dei cristiani. In conclusione, Notre-Dame appartiene all’umanità tutta.


Per saperne di più:

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2e600bc5-d1e8-4bb7-b62b-a3253d0b90e1-tg1.html

https://www.ilfoglio.it/esteri/2019/04/15/news/notre-dame-e-parigi-ed-e-la-francia-249794/

https://www.tpi.it/2019/04/16/notre-dame-incendio-polemiche-pompieri/

https://whc.unesco.org/fr/list/600

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/04/16/capitalismo-notre-dame-macron-francia-pinault/41829/

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