Ipse Dixi: decantare per dimenticare

Matteo Salvini, Lega: «Esclusa una collaborazione col Pd, tutto il resto è possibile».

Oltre che noia.

 

Silvio Berlusconi, Forza Italia: «Ho aperto ai Cinque Stelle? Ho aperto la porta per cacciali via».

Dopodiché, ha una certa età, l’ha chiusa perché c’era corrente d’aria.

 

Silvio Berlusconi: «Sarebbe plausibile un governo di centrodestra con il PD che appoggia singoli provvedimenti».

D’altronde se abbiamo avuto un governo PD con il centrodestra che appoggia singoli provvedimenti…

 

Matteo Salvini: «Onorato della proposta [di candidarmi a Presidente del Senato fattami da Berlusconi], ma mi ci vedete?».

Effettivamente la Costituzione assegna il potere del rutto libero solo al Presidente del Consiglio.

 

Matteo Salvini: «Bisogna cominciare a lavorare il prima possibile».

Come? Proprio adesso che ti hanno eletto?

 

Matteo Salvini: «Farò le consultazioni al telefono, mentre starò tra la gente».

Avrà una giustificazione per non capire un cazzo.

 

Danilo Toninelli, Movimento Cinque Stelle: «Il centrodestra non si è presentato con un unico interlocutore, quindi abbiamo ritenuto di dover parlare con tutte le sue componenti».

La testa e il cazzo.

 

Danilo Toninelli: «I nostri parlamentari non sono in vendita».

Sono in affitto.

 

Matteo Salvini: «Gli italiani non hanno tempo da perdere in beghe politiche».

Glielo hanno rubato gli immigrati.

 

Matteo Salvini: «Voglio far parte di un Parlamento che sia legale, pulito e legittimo».

Alleandosi con Berlusconi e candidando la Buongiorno effettivamente ha dato un segnale forte.

 

Matteo Salvini: «Con Berlusconi siamo in linea».

Erotica.

 

Luigi Di Maio, Movimento Cinque Stelle: «In questi giorni ci vedete impegnati in un dialogo non semplice per proporre i presidenti del Senato e della Camera».

Dopo cinque anni provare ad andare oltre il “vaffanculo” è complesso.

 

Luigi Di Maio: «Stiamo parlando della seconda e della terza carica dello Stato, e soprattutto stiamo parlando degli arbitri che dovranno dirigere la partita dell’approvazione di buone leggi».

È la linea Luciano Moggi.

 

Luigi Di Maio: «Come sapete al Movimento 5 Stelle non interessa il gioco della poltrona».

Solo la poltrona.

 

Luigi Di Maio: «Agiamo nella massima trasparenza e anche in queste ore vi stiamo raccontando, passo dopo passo, come ci muoviamo. È la prima volta nella storia della Repubblica che la forza politica con la maggioranza relativa di seggi nelle due Camere condivide con i suoi elettori e con tutti i cittadini questo percorso».

Eppure dallo streaming son passati ai selfie.

 

Luigi Di Maio: «Non abbiamo nulla da nascondere».

D’altronde, come disse Berlusconi, non ha mai fatto il 730.

 

Maurizio Martina, Partito Democratico: «Non saremo indifferenti agli indirizzi che Mattarella vorrà dare alla legislatura».

Speriamo tengano anche conto che gli elettori li hanno mandati via dai coglioni.

 

Maurizio Martina: «Il voto degli italiani ha stabilito la nostra posizione».

E la loro.

 

Maurizio Martina: «L’onere di trovare una soluzione non spetta a noi».

Si limitano a creare i problemi.

 

Carlo Calenda, Partito Democratico: «Se il PD deve fare di tutto per evitare governo M5S-Lega? No».

Ci riescono benissimo da soli.

 

Carlo Calenda: «Appoggiare un governo M5S sarebbe folle per noi».

Mai quanto lo sarebbe per noi.

 

Carlo Calenda: «Non è una legislatura normale».

Bevevano in gravidanza.

 

Carlo Calenda: «Poi se Mattarella chiede a tutte le forze un governo di transizione, allora questo deve includere anche il PD, per senso di responsabilità».

Penale.

 

Carlo Calenda: «Paolo Gentiloni è la figura che più di tutte può rappresentare il PD».

Grigio, curvo e mal cagato.

 

Renato Brunetta, Forza Italia: «Berlusconi ha sempre avuto un atteggiamento rispettoso nei confronti degli altri partiti della coalizione di centrodestra sia nei dieci anni al governo che dalla sua discesa in campo».

Li ha sempre pagati.

 

Renato Brunetta: «Da federatore [Berlusconi] non ha mai cercato di cannibalizzare gli altri gruppi».

“Che fai, mi cannibalizzi?”

 

Renato Brunetta: «Spero che sia in Parlamento che sui territori non si cominci a giocare a ruba-mazzetto».

O a guardia e ladri.

 

Renato Brunetta: «Siamo tutti con Matteo Salvini, partendo da un rapporto di pari dignità, fondato sulla collegialità».

Ma soprattutto sul colore della pelle.

 

Renato Brunetta: «All’interno della nostra coalizione ci eravamo dati una regola: il partito che avrebbe preso più voti alle elezioni politiche avrebbe avuto l’onore e l’onere di indicare il presidente del Consiglio. Quel partito è stato la Lega e il candidato premier è legittimamente Salvini, al quale va il nostro appoggio e la nostra incondizionata lealtà. Chiarito questo aspetto non irrilevante, ricordo a me stesso che il centrodestra, vivaddio, non ha un solo leader, ma almeno tre: Silvio Berlusconi, lo stesso Salvini e Giorgia Meloni. Salvini rappresenta il centrodestra unito, in questa delicata fase, per tentare di dare un governo al Paese, ma è e resta il leader della sola Lega».

Dopotutto, le regole sono fatte per essere infrante.

 

Luigi Di Maio: «Montecitorio spetta a noi».

La laurea può aspettare.

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