Italian standoff

Il 18 aprile, in vista della formazione del nuovo governo dopo le elezioni politiche dello scorso 4 marzo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito un mandato esplorativo alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, per verificare l’eventuale possibilità di un’alleanza di governo tra centrodestra e Movimento Cinque Stelle. Dopo due intensi giorni di consultazioni, nessuna delle forze politiche in ballo ha accennato un passo indietro nelle loro posizioni: di fatto, non è stato fatto alcun progresso e la possibilità di avere un governo in tempi brevi è sfumata definitivamente.

Cos’è un mandato esplorativo. Non esiste una definizione istituzionale di mandato esplorativo, non essendo previsto dalla Costituzione. “Anche se non espressamente previsto dalla Costituzione, il conferimento dell’incarico può essere preceduto da un mandato esplorativo che si rende necessario quando le consultazioni non abbiano dato indicazioni significative”, si legge sul sito ufficiale del governo, che lo menziona nella sezione in cui viene spiegato il processo che porta alla formazione del governo. Per convenzione, il Presidente della Repubblica può affidare a una persona l’incarico di formare una maggioranza di governo, la quale effettua a sua volta delle consultazioni con i partiti al fine di verificare se sussistono i presupposti per la formazione di una maggioranza parlamentare. Se il tentativo non va a buon fine, il capo dello Stato può disporre un nuovo giro di consultazioni oppure procedere alla formazione di un “Governo del Presidente”, con una figura terza e autorevole da lui indicata.

Stallo alla messicana. Quando il Presidente Mattarella ha affidato l’incarico del mandato esplorativo alla Presidente del Senato Alberti Casellati, entrambi hanno fatto riferimento a “tempi stretti”. Già nel pomeriggio quindi il Presidente del Senato incontrava a Palazzo Giustiniani il Movimento 5 Stelle e il centrodestra, con l’obiettivo di porre le basi per un’eventuale alleanza di governo. Era chiaro tuttavia che i protagonisti di questa corsa verso il premierato non avessero la benché minima intenzione di fare un passo indietro rispetto alle proprie posizioni. Luigi Di Maio ad esempio, durante l’incontro con la Casellati, ha escluso categoricamente una coalizione con tutto il centrodestra, ribadendo la volontà di arrivare a un accordo con la Lega e di lasciar fuori (almeno formalmente) Forza Italia.

Successivamente la Casellati ha incontrato le delegazioni di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che si sono presentate separate, contrariamente a quanto avevano fatto all’ultimo giro di consultazioni con il presidente Mattarella. Per la Lega non era presente Salvini, che ha comunque riassunto la posizione del suo partito: o il M5S ritira il veto su un governo con dentro Forza Italia, oppure si torna a votare. Sia Di Maio, sia Salvini in generale, si sono detti scocciati del tempo perso finora, e hanno sostenuto che, fosse per loro, un governo si sarebbe già fatto. Silvio Berlusconi, capo di Forza Italia, ha negato di aver posto un veto sul M5S, ma ha ribadito che le trattative devono avvenire con tutta la coalizione di centrodestra. Anche Giorgia Meloni, leader di FdI, ha dato la disponibilità a trattare con il M5S, ma solo se la guida del governo sarà del centrodestra.

Nessun passo avanti. Il giorno successivo vi è stato il secondo turno di consultazioni, che anche in questo caso non hanno portato da nessuna parte. Il leader (?) del M5S Di Maio ha affermato di essere disponibile a discutere di programmi con le altre forze politiche, a firmare un contratto con la Lega e a non considerare ostile l’appoggio “esterno” di Forza Italia e Fratelli d’Italia, ribadendo tuttavia la volontà di non trattare con Berlusconi. Contestualmente a questa apertura, a incidere sul rifiuto dell’ex presidente del Consiglio sono stati proprio i colloqui della Casellati, storica esponente berlusconiana, che nell’ultimo confronto con la delegazione pentastellata ha chiarito a Di Maio che le trattative di governo dovevano vedere al tavolo tutti e quattro i partiti, che nell’esecutivo dovevano entrare ministri di Forza Italia e che il reddito di cittadinanza difficilmente sarebbe entrato nel programma. Condizioni che hanno portato automaticamente alla rottura e che hanno profondamente irritato Salvini, che ha commentato che tutto è più difficile se “il mediatore non fa il mediatore, l’esploratore non fa l’esploratore”.

Sotto a chi tocca. Il tentativo di mediazione della Casellati è stato quindi un fallimento su tutta la linea, con il quadro che è se possibile ancora più confuso rispetto a qualche giorno fa. Mentre la Casellati veniva ricevuta questa mattina al Colle da Mattarella per illustrare gli sconfortanti risultati del suo mandato esplorativo, infatti, si sgretolava la coalizione di centrodestra, facendo saltare qualsiasi ipotesi di trattativa di governo. Mentre Berlusconi, a fronte delle trattative fallite per il governo, rompeva ogni dialogo con i pentastellati, definiti un pericolo per l’Italia, e invocava un accordo con i democratici, il leader del Carroccio annunciava: “Piuttosto che andare con il Pd, faccio tre passi avanti io”.

Intanto, la palla torna nuovamente al Quirinale. Sarà Mattarella, che intanto si è preso un paio di giorni di riflessione, a decidere a chi dare un nuovo mandato esplorativo o un pre-incarico a un leader politico per sondare la possibilità di trovare una maggioranza. Se con il primo mandato esplorativo è stata data la precedenza al centrodestra, dal momento che la prima ipotesi in campo era quella di un esecutivo M5s con tutta la coalizione composta da Lega, Forza Italia e Fdi, adesso il capo dello Stato potrebbe scegliere una strada diversa, cioè quella di un esecutivo sostenuto da centrosinistra e Cinque Stelle. L’incaricato in questo caso sarebbe quasi sicuramente il presidente della Camera Roberto Fico, che si troverebbe di fronte a una missione quasi impossibile: rendere fattibile un’alleanza M5S-PD-LeU.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *