Libri a vapore #1 | Atlas – il blog

La vita da pendolare comporta tanto sonno e poche gioie. Una di queste è la lettura: in treno, in autobus, alla fermata, in stazione. Ogni settimana Giulia, redattrice culturale di Atlas – il blog, racconta le letture che la accompagnano, dal lunedì al venerdì, su un treno qualunque della linea del Brennero, andata e ritorno.


Perle ai porci di Kurt Vonnegut

Papà, nessuno può lavorare con i poveri senza inciampare di tanto in tanto in Karl Marx, o nella Bibbia

Inizio la mia rubrica barando e consigliandovi un libro che, in realtà, ho iniziato e finito due settimane fa. Perle ai porci di Kurt Vonnegut rappresenta il mio primo, folgorante, approccio con questo assurdo scrittore americano. Scrittura incalzante, innumerevoli personaggi, grandi saghe di famiglie mediocri e che dei soldi non sanno cosa farsene: più che un romanzo si tratta di una favola sulla redistribuzione nell’America degli anni ’60. Il protagonista, il ricchissimo e privo di progenie Eliot Rosewater, decide di tornare da New York alla contea del Rosewater, in Indiana. Lì metterà i soldi della fondazione di famiglia, creata col pregiato scopo di frodare il fisco, a disposizione dei comunissimi e problematici cittadini di Rosewater. Qui inizia il tentativo della famiglia Rosewater di far dichiarare Eliot incapace di intendere e di volere, oltre che alcolizzato, in una trama che, se all’inizio sembra statica, nel finale ha una risoluzione esplosiva. Che poi, chi è veramente folle? Non lo so, ma mi è venuta voglia di andare a comprare Mattatoio n.5.

Bacio feroce di Roberto Saviano

“Loro sono il vecchio, noi siamo il nuovo”. In questa semplice frase che continuava a ripetersi si condensava tutta la filosofia della paranza.

Questa settimana, nel lungo e assonnato tragitto che mi separa dal posto di lavoro, ho letto Bacio Feroce di Roberto Saviano. Un po’ per distrarmi dai risultati elettorali con della sana narrativa, un po’ perché avevo letto, nell’estate 2017, La Paranza dei Bambini e avevo bisogno di sapere come finiva la storia di Nicolas e della sua banda. La storia, prima che di criminalità e di camorra, parla di bambini che, in un mondo precario e violento, hanno voglia di crescere troppo in fretta. Così come cresce troppo in fretta la paranza, facendo il suo ingresso definitivo in una spirale discendente di brutalità, morte e criminalità organizzata. La scrittura è asciutta e lineare, Saviano non concede tempo a decori e figure retoriche, ma privilegia uno stile evocativo, immaginifico e realistico, necessario per descrivere la violenza che caratterizza alcune, forse troppe, delle scene iperdettagliate e in cui esistono solamente anti-eroi. Consigliato ai forti di stomaco, a chi ha voglia di imparare un po’ di dialetto napoletano e agli affezionati di Saviano. Effetti collaterali: inizierete a diffidare di qualsiasi scolaro in età liceale che si sieda nel vostro vagone.

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