Guida Definitiva al Festival di Sanremo 2019

Dal 1951, all’inizio di ogni febbraio, il Festival di Sanremo allieta le serate degli italiani appassionati di musica leggera e di tutto ciò che la decora. È per questo che oggi Atlas – il blog ha deciso di sfornare per i suoi lettori la guida definitiva al Festival della Canzone Italiana 2019: quattro parole chiave per conoscere al meglio quella che ormai è un’istituzione culturale.

1. I conduttori

La trinità sanremese quest’anno è composta da Claudio Baglioni, già direttore artistico e conduttore di Sanremo 2018, e il neonato duo comico composto da Claudio Bisio e Virginia Raffaele. Già nel 2017 la Raffaele, sotto l’egida di Pippo Baudo, ebbe un forte impatto sul pubblico con le sue imitazioni e dopo il primo programma in solitario – Come quando fuori piove – in onda su Nove le aspettative su di lei sono parecchio alte.
Per quanto riguarda la componente maschile della conduzione, invece, la conduzione sobria di Claudio Baglioni, l’anno scorso aveva colpito nel segno. Unica critica: troppi i suoi duetti e i suoi brani proposti.  Claudio Bisio, come la Raffaele, ha già calcato il palco dell’Ariston in qualità di ospite, ma non in qualità di conduttore. Come andrà il loro battesimo di fuoco sanremese?

Il trio alla conduzione del Festival di Sanremo quest’anno è composto da Claudio Baglioni, Virginia Raffaele e Claudio Bisio. ph. @Rai via www.tpi.it

2. Le polemichee

«Sanremo è sempre Sanremo»: così dice la saggezza popolare manifestata prosopopeicamente in Pippo Baudo. È tuttavia doverosa una correzione: «Le polemiche su Sanremo sono sempre le polemiche su Sanremo». Noi di Atlas – il blog, per quest’anno ne abbiamo individuate almeno tre.

1. «Non sarà un festival politico»

Il mondo della cultura e il mondo della politica inevitabilmente interagiscono tra loro, tanto più se inseriti nell’universo della Rai, la prima azienda culturale italiana nonché destinataria del nobile compito del servizio pubblico. A inizio anno ha tenuto banco la polemica tra Matteo Salvini, ministro degli interni, e Claudio Baglioni, reo di essersi espresso a favore dello sbarco dei migranti presenti sulla nave SeaWatch 3, bloccati nel mediterraneo dal 22 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019. A seguito del putiferio scatenatosi on e offline il direttore artistico del Festival ha dichiarato che l’edizione di quest’anno non sarà politica, ma identitaria. Permangono alcuni dubbi sul significato dato da Baglioni all’aggettivo «identitaria» in questo contesto: soprattutto alla luce dell’edizione 2018. L’anno scorso, infatti, Il monologo di Pierfrancesco Favino, «La notte..» di Bernard-Marie Koltés, risultò uno dei momenti del Festival più apprezzato. Il video della performance è entrato nella top-10 dei video più visualizzato, in Italia, su Youtube.

2. Gli stipendi dei conduttori

Claudio Baglioni non ha fatto in tempo a riprendersi dalla bagarre con un vice-premier che subito è esplosa la polemica sul suo stipendio. In tempi di riforma del c.d.a. Rai ha fatto scalpore la diceria secondo cui Claudio Baglioni avrebbe ricevuto un compenso di 700 mila euro, comprendente sia la direzione artistica che la conduzione del Festival. Tuttavia si trattava di voci di corridoio, in quanto il cachet voluto dal celebre cantautore ammonterebbe a 585 mila euro, compenso pari a quello del 2018. Claudio Bisio e Virginia Raffaele avrebbero a disposizione uno stipendio di circa 250 mila euro. Considerando i guadagni dagli spot, già stimati intorno ai 25 milioni di euro, la spesa per la conduzione sembra rientrare nei costi. Resta da considerare che il comune di Sanremo, convenzionato con la Rai per organizzare l’evento, ha ricevuto già una cifra  di 12 milioni per coprire i costi e dovrebbe riceverne altri 5, con una seconda transazione. I dati sui costi del Festival di Sanremo 2019 sono verificabili qui.

3. Non ci saranno ospiti stranieri

Forse è questa la parte identitaria del Festival di Sanremo 2019: l’assenza di ospiti stranieri. Lo stesso Baglioni, infatti, ha affermato che spesso gli ospiti internazionali si muovono solo con intenti di self-promotion e ha deciso, a questo proposito, di tagliarne i costi privilegiando la presenza di artisti italiani che duetteranno con i cantanti in gara.

3. La competizione

Oltre a mostri sacri della musica leggera italiana quali Patty Pravo, Nino D’Angelo, Loredana Berté e Anna Tatangelo, quest’anno la gara musicale sembra essere segnata dall’innovazione. Potete visualizzare la lista dei 24 artisti in gara  sulla pagina Rai del Festival.

La novità principale sui cui vale la pena soffermarsi, tuttavia, è rappresentata dalla presenza in gara di esponenti di generi emergenti del panorama musicale italiano. Dopo che la vecchia che balla dei Lo Stato Sociale ha dominato sul palco dell’Ariston l’anno scorso, infatti, la quota indie sarà rappresentata da ben tre campioni: gli Zen Circus, Motta e gli Ex-Otago. Per il rap, invece, si battono Ghemon e Ultimo. Chi ha fatto più scalpore, però, è Achille Lauro: un trapper. Dopo le recenti polemiche sulla morale del genere trap le aspettative sulla performance di questo artista non sono tanto sulla qualità del suo brano ma sul messaggio che trasmetterà. Noi di Atlas – il blog siamo anche curiosi di sapere come l’orchestra dell’Ariston reagirà a una base trap: sono lontani i tempi in cui Nilla Pizzi vinceva facile con Grazie dei Fiori.

La gara quest’anno, tra l’altro, coinvolgerà solo gli artisti cosiddetti big: la gara degli esordienti, infatti, si è già tenuta a fine 2018 in Sanremo Giovani, la cui condizione è stata affidata alla strana coppia composta da Pippo Baudo e Fabio Rovazzi.

4. Sanremo Drinking Game

Noi di Atlas – il blog, dopo il successo del Gioco dell’Oca del Cambiamento, abbiamo deciso di inserire, come corollario di questa breve guida, le regole per un drinking game che abbracci a pieno lo spirito Sanremese. È molto semplice, bevete ogni volta che:

  • Claudio Baglioni propone e/o canta una propria canzone;
  • Il maestro Peppe Vessicchio dirige l’orchestra;
  • Il Santo protettore di Sanremo (Pippo Baudo) viene citato;
  • Claudio Bisio utilizza un intercalare milanese;
  • Achille Lauro sconvolge l’attempata platea con un genere a loro sconosciuto;
  • Virginia Raffaele imita Belen Rodriguez accentuandone la r;
  • Viene ringraziato uno dei seguenti soggetti: l’orchestra, i fornitori dei fiori, gli scenografi, le maestranze del teatro, il sindaco di Sanremo;
  • I the Jackal interferiscono con il normale svolgimento del Festival;
  • Si cita il termine indie in riferimento agli Ex-Otago, agli Zen Circus e a Motta;
  • Loredana Berté compie un gesto che suscita il clamore del pubblico;
  • Viene nominata la giuria demoscopica di esperti musicali;
  • Parte la pubblicità.

Se a fine puntata siete ancora sobri non preoccupatevi: ci sono altre quattro serate, tutte senza eliminazione.

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