I fatti del 2018: Novembre – Dicembre

Novembre negli Stati Uniti: midterm election. Per entrambi i partiti una vittoria mozzata che lascia Trump come un’anatra zoppa. La fisionomia è quella di un Paese estremamente diviso. L’unica vera certezza è che il midterm conferma l’apertura di una nuova fase: un fiammante femminismo progressista.
Dicembre: sono passati due anni dalla vittoria di Trump alle presidenziali e il Tycoon si sta impegnando a mantenere le promesse della campagna elettorale che lo hanno portato al successo, anche in vista della rielezione.

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I confini danno sicurezza?

“Il confine protegge (o almeno così si spera o si crede) dall’inatteso e dall’imprevedibile: dalle situazioni che ci spaventerebbero, ci paralizzerebbero e ci renderebbero incapaci di agire. Più i confini sono visibili e i segni di demarcazione sono chiari, più sono «ordinati» lo spazio e il tempo all’interno dei quali ci muoviamo. I confini danno sicurezza. Ci permettono di sapere come, dove e quando muoverci. Ci consentono di agire con fiducia.”

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Visti dagli altri

La crisi istituzionale che l’Italia si trova ad affrontare in questo periodo sta avendo un impatto non indifferente sulla scena internazionale e principalmente sui Paesi membri dell’Unione europea. Quali sono le reazioni degli altri Paesi di fronte alle vicende italiane?

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Fermare il flusso, costi quel che costi

I leader dei principali paesi europei sembrano aver trovato un punto d’incontro sul quale costruire le future politiche relative al fenomeno dell’immigrazione: la divisione netta dei migranti in “rifugiati”, coloro che hanno il diritto di essere accolti, e in “migranti economici”, che devono essere rimpatriati. Un punto che sembra metter d’accordo un po’ tutti, come abbiamo potuto ascoltare dalle dichiarazioni rilasciate al vertice di Parigi sull’immigrazione di fine agosto.

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