All’alba di una guerra civile

La Libia è di nuovo sull’orlo del caos. Le milizie guidate dal generale Khalifa Haftar sono ormai alle porte della capitale Tripoli, in cui si trova il governo di Fayez al-Sarraj, sostenuto dalla comunità internazionale. Uno stallo pericoloso che potrebbe esplodere in una nuova, devastante guerra civile in Libia.

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Libia nel caos

In seguito all’annuncio dello stato di emergenza a Tripoli, Medici senza Frontiere ha annunciato: “Msf resta altamente preoccupato per i cittadini libici nelle aree residenziali e per i rifugiati e migranti intrappolati, le cui sofferenze sono state aggravate dalle politiche dell’Unione europea. La Libia non è un Paese sicuro.”

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Fermare il flusso, costi quel che costi

I leader dei principali paesi europei sembrano aver trovato un punto d’incontro sul quale costruire le future politiche relative al fenomeno dell’immigrazione: la divisione netta dei migranti in “rifugiati”, coloro che hanno il diritto di essere accolti, e in “migranti economici”, che devono essere rimpatriati. Un punto che sembra metter d’accordo un po’ tutti, come abbiamo potuto ascoltare dalle dichiarazioni rilasciate al vertice di Parigi sull’immigrazione di fine agosto.

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