Vi invitiamo a partecipare: un anno e mezzo di Atlas

“Sarò sincera: non è facile far parte di una redazione così attiva ed appassionata, principalmente se ne sei membro sin dall’inizio. È difficile mantenere l’entusiasmo per periodi prolungati e spesse volte diventa quasi piacevole abbandonarsi alla leggerezza dell’indifferenza. Eppure non sei da solo, si è insieme e c’è un gruppo di persone a cui rendere conto. Ed è qui che deve intervenire la dedizione, è qui che bisogna sforzarsi e mantenere l’impegno preso, perché altrimenti i progetti non verranno mai portati a termine e le risorse impiegate fin ora andrebbero sprecate”.
Ad un anno e mezzo dalla nascita di Atlas vi propongo qualche piccola considerazione, e vi invito a partecipare.

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Giovani senza presente

Il 4 marzo circa 1,4 milioni di giovani voteranno per la prima volta. Dovendo fare i conti con la disoccupazione, l’incertezza del futuro e una classe politica che non vedono come rappresentativa dei loro interessi, l’atteggiamento con cui arrivano alle elezioni è tutt’altro che positivo.

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Tornare alla terra. Nuove frontiere occupazionali in Italia.

I ritmi lavorativi odierni procedono a velocità sempre più incontrollabili, la nostra è una società che ci chiede di spingerci sempre oltre, ponendoci in un sistema competitivo che non ci concede spesso tregue. Abbiamo spesso un’idea di futuro troppo complicata, che si dimentica che la felicità è fatta di cose semplici, come la terra.
Vivere ad un’altra velocità oggi si può. Sono in molti i giovani che decidono di riscoprire il mestiere dell’agricoltore, promuovendo uno stile di vita che torna alle origini, senza necessariamente esorcizzare l’utilizzo della tecnologia.

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In Loco: viaggio tra i luoghi dimenticati della Romagna

Non è vero che il territorio non ci comunichi nulla. Anche gli edifici più decrepiti, grigi, in disuso, hanno una storia da raccontare, e spesso urlano nel nostro silenzio indifferente d’azione, chiedendo che qualcuno ascolti quello che possono restituire alle città e ai loro cittadini. Eppure dei validi esempi di riqualificazione urbana ci sono, eccome. Uno di questi è proprio sotto i nostri occhi: stiamo parlando di In loco, il Museo diffuso dell’abbandono in Romagna, in mostra a Forlì dal 20 ottobre al 12 novembre 2017  all’interno dell’ex deposito delle Corriere di Forlì.

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