Tanti auguri Atlas!

Esattamente un anno fa, nel primo editoriale della storia di Atlas, dal titolo Buoni auspici-Il senso di Atlas rivolsi a me stesso e ai lettori due domande, entrambe estremamente spinose.

  1. Come possiamo contrastare l’individualismo?
  2. Come possiamo mantenere un’informazione libera e scevra da qualsiasi tipo di condizionamento?

All’epoca, scrissi che non avevo risposte. Forse anche ora, davvero, risposte non ce ne sono. Iniziare un percorso significa non smettere mai di interrogarsi, mettersi in gioco ogni giorno, cercare di andare oltre i luoghi comuni e le insidiose sfide del qualunquismo.

Come immagine di quel pezzo, scelsi La città che sale, celebre opera futurista di Umberto Boccioni, che simboleggiava a mio modo di vedere egregiamente quello che noi di Atlas avremmo dovuto essere: citando dalla condivisione Facebook che scrissi quel giorno –era il 22 novembre 2016- “il significato del nostro lavoro è ben esplicitato da questa opera: saperci orientare in una massa confusa e dinamica e sapere trovare la bussola di un’informazione libera e non strumentale”.

Da quel 22 novembre 2016 è passato un anno esatto. Atlas compie il suo primo anno di vita!

Un progetto nato quasi per gioco, con un bando pubblicato online e una serie di primi incontri che erano quasi un salotto tra amici, è diventato in 365 giorni una delle realtà più attive del nostro panorama universitario locale e, sono orgoglioso di dirlo, ha ormai posto le basi per uscire dalla città di Forlì, e farsi conoscere anche altrove.

Blog di studenti rivolto agli studenti, completamente autogestito e autofinanziato, Atlas è riuscito a rispondere all’esigenza latente di chi, anche se non lo dichiara apertamente, è stanco di una certa retorica che fuoriesce dai canali di informazione che i giovani frequentano maggiormente, i quali, va detto, coincidono ormai quasi interamente con i social network.

La presenza costante su Facebook, e il recente sbarco su Instagram, sono prove evidenti di come Atlas abbia saputo cogliere l’importanza di un lavoro attento nei social media che possa far fronte al fenomeno imperante in queste piattaforme, quello delle fake news.

In un altro articolo dal titolo Così Atlas sfida il ministero della verità (21/06/2017) ho scritto: Il bello di un blog come il nostro, al di là dei campanilismi di rito, sta proprio nel fatto che può permettersi un’informazione libera da quei tre condizionamenti [tempi ristretti, bisogno di semplicità, sensazionalismo] che portano inevitabilmente ad offrire notizie false e tendenziose.

Questa è forse la migliore risposta che potevamo dare al secondo interrogativo che mi ero posto nel primo editoriale: mantenere un’informazione libera, pur agendo proprio all’interno di quel Ministero della Verità di orwelliana memoria, in cui una notizia entra falsa ed esce completamente reale. Senza gogne mediatiche e clamori, Atlas ha iniziato a farsi apprezzare per i suoi ragionamenti pacati e argomentati, corroborati sempre, in ogni pezzo, da un utilizzo certosino di fonti qualificate, che vanno dai saggi accademici ad una stampa ben quotata, sia essa italiana o internazionale.

Ma Atlas è riuscito a realizzare un lavoro ancor più straordinario, facendo in modo che la comunità universitaria uscisse una volta per tutte dalla spirale di individualismo ed autoreferenzialità in cui veniamo spinti continuamente dalla secolarizzazione e dalla fine delle grandi ideologie del ventesimo secolo.

E se per molti l’università e l’ambiente accademico sono luoghi di passaggio, vere e proprie stazioni delle lezioni, come ebbe a dire in un’intervista il rappresentante di campus Lorenzo Di Stefano, o peggio ancora arene di competizione sfrenata, in cui ognuno cerca di portare acqua al proprio multino per facilitare un presunto successo individuale, la nostra risposta è quella del lavoro di squadra, e della gratificazione che arriva sempre come soddisfazione collettiva, dell’intero progetto.

Il team di Atlas, ormai composto da 34 tra redattori e collaboratori, possiede la sua forza proprio nel fatto che chi ne fa parte si sente in un certo modo fidelizzato ad una famiglia Atlas, che crea un legame ben più duraturo della collaborazione di redazione o della condivisione di una mera piattaforma informatica.

Quindi, è arrivato il momento di festeggiare. Atlas ha compiuto il suo primo anno di vita!

Mercoledì 22, al Jump Cafè di Forlì, siete tutti invitati alla nostra festa di compleanno, a partire dalle ore 19:30. Sarà l’occasione per conoscerci e per condividere con tutti gli amici di Atlas lo splendido lavoro della nostra redazione.

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