Visti dagli altri

La crisi istituzionale che l’Italia si trova ad affrontare in questo periodo, di cui Atlas ha parlato in questo articolo, sta avendo un impatto non indifferente sulla scena internazionale e principalmente sui Paesi dell’Unione europea. La zona euro era già entrata in allarme dopo che era stato proposto il nome di Paolo Savona al ministero dell’Economia, a causa delle manifeste posizioni antieuropeiste di quest’ultimo, che si sono poi rivelate il principale motivo per cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è rifiutato di concedere la fiducia al governo proposto dall’alleanza Lega-M5S. Nonostante la ferma presa di posizione del Presidente, motivata dalla necessità di garantire stabilità ai cittadini italiani e alla posizione dell’Italia all’interno dell’Unione europea, la situazione si è tutt’altro che tranquillizzata. Tra chi difende l’operato di Mattarella e chi grida al colpo di Stato, vediamo quali sono state le reazioni degli altri Paesi di fronte alle vicende italiane.

Risposte positive – La maggior parte delle cancellerie europee si è schierata dalla parte di Sergio Mattarella, difendendone il ruolo di garante del rispetto della Costituzione e dell’equilibrio tra le istituzioni. In particolare, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha ribadito il ruolo cruciale dell’Italia all’interno dell’Unione europea, in quanto membro fondatore e terza potenza economica del continente, assicurando rispetto e collaborazione da parte della Germania con il governo che verrà; la cancelliera ha poi ricordato come anche all’epoca del governo del partito greco di sinistra radicale, Syriza, guidato da Alexis Tsipras, “ci furono dei problemi”, che alla fine furono risolti. La speranza della Germania, come ribadito dal ministro tedesco agli affari europei Michael Roth, è di “un governo stabile pro-Europa” e di un atteggiamento collaborativo da parte dell’Italia. Si mantiene sulla stessa linea anche il presidente francese Emmanuel Macron, che loda il coraggio di Mattarella e il suo spiccato senso di responsabilità, riconoscendone la funzione fondamentale di difensore della democrazia. Macron ha affermato che l’Italia è un partner “storico, attuale e futuro” della Francia e che rappresenta un tassello cruciale del progetto europeo. L’Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, ha espresso la propria fiducia nei confronti delle azioni del presidente Mattarella.

Risposte negative – Su posizioni nettamente opposte si trovano invece altri leader politici europei e non. Nigel Farage, ex leader del partito ultranazionalista britannico UKIP (United Kingdom Independence Party), attore in prima linea della campagna a favore della Brexit che ha poi deciso di cedere il passo nel momento in cui è stata richiesta una vera e propria azione politica di coordinamento dopo il voto, ha classificato l’azione di Mattarella come un impedimento dell’establishment alla formazione di un governo che esprimesse la volontà popolare. In una serie di tweet, invoca la necessità di nuove elezioni e avverte che, se l’Italia si troverà ad essere guidata da un altro governo tecnico come lo è stato al tempo quello di Mario Monti, ci non farà altro che aumentare la rabbia dei cittadini, e di conseguenza, il numero dei consensi ai partiti populisti. Il sostegno di Farage non è una sorpresa, dal momento che il politico britannico presiede, all’interno dell’Europarlamento, il gruppo di estrema destra Efdd (Europe of Freedom and Direct Democracy), di cui fanno parte anche i deputati del M5S. Dalla Francia arriva invece il supporto di Marine Le Pen, leader del partito nazionalista francese Front National, che parla di “collera dei popoli” che sta crescendo ovunque in Europa. Con il FN sono infatti schierati, all’interno dell’Europarlamento, i deputati della Lega. Parole dure anche da parte di Steve Bannon, ex stratega della campagna elettorale di Donald Trump, che ha definito la scelta di Mattarella un atto “disgustoso”, ma anche “fascista e antidemocratico”. Secondo il suo punto di vista, Mattarella sta semplicemente facendo gli interessi di Bruxelles e del “partito di Davos”, andando contro l’effettiva volontà dei cittadini italiani e compiendo dunque un’azione antidemocratica.

La retorica di questi giorni sta girando intorno alle diverse interpretazioni che gli osservatori esterni stanno dando nei confronti della crisi istituzionale italiana: chi elogia l’operato del Presidente della repubblica, elevandolo a ultimo baluardo di difesa della Costituzione italiana, della democrazia e della sopravvivenza del progetto europeo contro i rischi di una sempre più probabile deriva del Paese lasciato in mano a partiti anti-sistema, si scontra con chi legge gli atti di Mattarella in chiave populista, mettendo in guardia da un attentato contro la reale democrazia e la volontà popolare, parlando di colpo di Stato da parte di tecnocrati schiavi degli interessi dei mercati internazionali. Staremo a vedere quale sarà la versione che prevarrà.

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